E' noto che nel territorio di Quartu la presenza
dell'uomo si perda nella notte dei tempi. Questa è infatti
dimostrata dai numerosi reperti risalenti al neolitico ed al
periodo nuragico ritrovati nelle vicinanze della città
e lungo il suo tratto costiero. La presenza fenicia si può
invece presumibilmente attestare grazie alla toponomastica. Alcuni
studiosi sono infatti concordi nel sostenere che toponimi come
Cepola, Geremeas ed altri, siano di chiara derivazione fenicia.
La presenza dei punici sarebbe dimostrata da ritrovamenti ceramici
nella zona di Is Mortorius.
Dai romani, che nel 238 a.C. si impadronirono della Sardegna,
venne presumibilmente costruito un castrum a poche miglia dal
villaggio di Cepola che pare avesse conosciuto la massima fioritura
nel periodo fenicio - punico anche grazie all'estrazione del
sale dal vicino stagno. Il castrum fu chiamato "Quarto ab
urbe condita" perché situato al quarto miglio della
strada che da Caralis, Cagliari, conduceva a Tibula, Olbia. Pare
che successivamente sorsero altri villaggi intorno a Quarto che
presero i nomi di Quarto Suso, Quarto Josso, Quarto Domini, Quarto
Tocho.
Ma notizie abbastanza attendibili si attestano solo intorno al
20 d.C. quando arrivarono nel Campidano 4.000 ebrei che andarono
a popolare i vari villaggi tra cui Quarto.
Il territorio di Quartu fu comunque sempre terra di invasioni:
si parla di invasioni longobarde, vandaliche, bizantine e pisane.
Dopo la dominazione pisana, conclusasi con la cacciata dell'invasore
nel 1324, Quarto fu nominata baronia e concessa in feudo nel
1326 dagli aragonesi. Re Giacomo II d'Aragona, con un suo diploma
del 1327, decretò che Quarto Domino che aveva inglobato
Cepola e Quarto Josso, venisse chiamata solamente Quarto finche
un regio decreto del 14 settembre del 1826, impose l'aggiunta
di Sant'Elena per distinguerlo da Quarto in Liguria. Dalla metà
del 1300 in poi Quarto fu quindi in mano degli aragonesi prima
e degli spagnoli poi. Furono anni catastrofici segnati da continue
incursioni piratesche, pestilenze e carestie. E dal 1711 Quarto
fu nuovamente sotto dominio. Infatti in quell'anno l'imperatore
Carlo VI concesse la baronia di Quarto in favore di Francesco
Pes e dei suoi discendenti ai quali accordò il "libero
ed utile dominio di tutti i diritti civili della stessa".
Questo nuovo giogo durò per circa un secolo in quanto
anche i Savoia nel 1737, dopo il loro avvento in Sardegna datato
1718, riconfermarono i diritti sulla baronia alla famiglia Pes.
Con i Savoia iniziò una lenta ripresa per il paese di
Quarto: è del 1760 il primo progetto di regolazione delle
acque per evitare le continue inondazioni; si riprese anche la
produzione agricola e nel 1791 i vini quartesi vennero accreditati
in Inghilterra.
Nel 1793 la costa di Quarto venne attaccata dai francesi che
furono però valorosamente respinti dai quartesi e nel
1836 ci fu il riscatto di tutti i feudi della Sardegna inclusa
Quarto.
Alla fine del secolo scorso furono realizzate numerose opere
pubbliche: il paese inizia a crescere e a prendere una nuova
fisionomia tanto che, di seguito, nel 1926 sorse la Cantina Sociale
e nel 1933 il Consorzio di Bonifica di Flumini.
Nel 1958, l'allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi,
firma il decreto che nomina Quartu Sant'Elena, città. |
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